E ora l'Europa segue l'Italia...
Come volevasi dimostrare,
Ahmadinejad non ha resistito e, in barba agli inviti alla moderazione di Mister Ban Ki Moon, bell’addormentato nel bosco, e della scandalizzata Miss Navi Pillay, Alto Commissario per i Diritti Umani, si è lanciato in un
discorso aberrante che aveva come obiettivo principale Israele: senza nominarlo mai, ha criticato l'insediamento di un
“governo razzista” nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945 . I delegati dell’
Unione Europea, che non avevano voluto seguire l’Italia (primo Paese a dire NO a
Durban II) nella decisione di snobbare il raduno dei neonazisti in feluca,
si sono immediatamente alzati in piedi ed hanno lasciato la sala, tra gli applausi di scherno dei partecipanti islamici ed il beffardo sorriso del Presidente iraniano (
qui il VIDEO).
Frattini, da Berlino, ha prontamente sottolineato che
“l'Italia fin dall'inizio non ha voluto partecipare a un'occasione avrebbe potuto risolversi in una cattiva occasione utilizzata per incitare all'odio anti-israeliano”. Anche
Emma Bonino ha sottolineato la
“lungimiranza dell’Italia alla quale si sono accodati, purtroppo solo a cose fatte, gli altri Paesi europei”. La
figuraccia, a questo punto,
è tutta francese. Per settimane Parigi sembrava incerta sulla partecipazione, poi, d’improvviso, Kouchner annuncia che a Ginevra ci sarebbe andato (pronto però ad alzare i tacchi). Ora, dopo l’ennesimo show del satrapo persiano, dice che
“non è possible alcun compromesso di fronte alle dichiarazioni anti israeliane di Ahmadinejad”.
Certo,
meglio tardi che mai, ma se questo è il senso di Unione che si ha in Europa, forse è meglio tornare al vecchio sistema di Westfalia…

Ahhhh, l’ONU… questo dinosauro sessantaquattrenne che oltre a non decidere praticamente nulla (neppure una
condanna di principio al lancio di un satellite nordcoreano che avrebbe dovuto trasmettere gloriosi inni rivoluzionari dallo spazio), quando raramente prende posizione su qualcosa fa delle cazzate colossali, degne del miglior Mr Bean. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che questa organizzazione fondata sulle più grandi utopie della storia (la pace universale, il bene per tutti, eccetera eccetera) giunge a patrocinare, e magari ad organizzare, Conferenze che alla fin fine hanno come unico obiettivo quello di dire che sì,
gli ebrei sono dei farabutti, dei razzisti, che l’Olocausto è stata una sbavatura di qualche storico particolarmente intimo della bottiglia. Dopo lo
sconcertante precedente del cosiddetto
“Durban I”, quando nel 2001 i negazionisti e i fanatici si lanciarono in uno show cui mancava solo l’invocazione dell’anima di Eichmann, alcuni Paesi (Italia, Stati Uniti, Israele, Canada, Australia, Germania e Olanda)
hanno rinunciato ad andare nella pacifica Svizzera per assistere al summit delle schifezze e degli orrori. Gran Bretagna e Francia invece ci saranno, benché i loro ministri degli Esteri siano
“pronti ad alzarsi da quella sedia in caso di attacchi ad Israele”.
Nonostante la preparazione del documento finale sia stato
più faticoso di un parto plurigemellare, con limature durate mesi che hanno portato all’inevitabile cancellazione della parola “Israel” dalla bozza conclusiva, il prologo di "
Durban II" non è stato dei migliori. Un
Ahmadinejad in gran forma ha esordito ieri, dopo aver amabilmente scherzato con il Presidente della Confederazione elvetica, sostenendo che
“i sionisti saccheggiano le ricchezze mondiali controllando i centri di potere nel mondo. Hanno creato le condizioni perché non si possa dire nulla di questo fenomeno diabolico”. Il delirio dell’unto iraniano è poi proseguito, accostando più volte il termine “razzismo” agli ebrei. Ovviamente il tutto è fatto anche in vista del delicato voto presidenziale del prossimo giugno, in cui il buon Mahmoud potrebbe rischiare di vedere eroso il suo consenso in modo abbastanza importante. Dalle prime immagini che i media hanno trasmesso, abbiamo notato un
ingessatissimo Ban Ki Moon dirsi preoccupato e stupito dall’assenza di alcuni membri dell’ONU alla reunion ginevrina, mentre l’
Alto Commissario per i Diritti Umani (sic!), Lady
Navi Pillay si è detta addirittura
“scioccata e profondamente dispiaciuta” dalla decisione degli Stati Uniti di non intervenire. Fa specie che Madame Pillay non abbia provato lo stesso dispiacere e gli stessi patemi anche in occasione delle bordate da raduno neonazista che i vari dittatorucoli del terzo Mondo (vedasi pure il caro Mugabe) hanno lanciato contro il Governo di Tel Aviv.
L’ONU ormai è questa, c’è da rassegnarsi: un
gigante superato dalla storia e dagli eventi quotidiani. Il mondo è cambiato, i 50 Stati fondatori sono diventati nel frattempo più del triplo. E’ un’assurdità che le sorti del Pianeta (in teoria dovrebbe essere così, nella pratica ovviamente e fortunatamente no) debbano essere determinate da un salotto di quindici signori tra cui cinque con un potere di veto fuori da ogni logica del XXI secolo.
Eppure non cambierà. Rimarrà così com’è: un Palazzo statico che spende (e spande) e che si dedica ad organizzare improbabili vertici sul razzismo, con Ahmadinejad e sodali a farla da padroni. In pratica,
come mettere Totò Riina a presiedere l’Antimafia…