Evvai, ci risiamo, altro giro altra corsa. Quando governa Berlusconi i media, che come è noto sono in mano allo stesso Berlusconi, vengono colpiti dalla sindrome del Paese irreale. Descrivono un’Italia che non c’è, un Paese preoccupato di alcuni temi che potremmo definire da fighetti accademici. Eh sì, perché a leggere i giornali e a girare nel web, tra i grandi comunicatori e opinionisti di sinistra, sembra che l’emergenza numero uno per ogni italiano sia quella delle leggi sui processi di Berlusconi, che ovviamente loro chiamano salva-premier. Questi patetici tentativi di fare l'agenda setting non finiranno mai. Ricordate i primi quattro mesi dell’anno? Passati interamente a parlare dell’emergenza nazionale del momento, del grave problema che colpiva ogni cittadino: la legge elettorale. Quello era la preoccupazione principale del Paese irreale (e le urne lo hanno dimostrato). Oppure quando raccontavano di quanto fossero fighi certi dati macroecomici, o di altre esigenze del loro Paese irreale, come b. Per mesi si discuteva di presidenzialismo, di semipresidenzialismo, perché per i media era così, quello era importante.
Ma agli italiani non interessa nulla di legge elettorale. Di proporzionale, di maggioritario, di scorporo, di metodo D’Hondt, di doppio turno, di presidenzialismo. E l’interesse del Paese reale verso i “processi di Berlusconi” è quasi irrilevante, dove quell’irrilevante è rappresentato dai vari dipietristi-travagliasti. Al resto, non interessa. Certo, i fighetti-so-tutto-io di sinistra vi diranno che gli italiani sono tutti coglioni, mafiosi ed evasori, che il regime berlusconiano ha ucciso le coscienze degli italiani (ma solo a legislature alterne, cioè quando vince il Cavaliere), e volete mettere i danni della televisione commerciale inventata da Berlusconi?
Comunque, dicevamo, al Paese reale non interessa nulla di queste polemiche. Lo testimonia pure Roberto Weber della SWG, noto sondaggista vicino alla sinistra: "Le principali preoccupazioni dei cittadini sono la sicurezza, l'immigrazione clandestina e le tasse. Altri provvedimenti come quello sulla giustizia che sta causando molte polemiche non suscitano certo un allarme rilevante nell'opinione pubblica". La fiducia degli italiani in Berlusconi è a rischio? "Assolutamente no. Non c'è alcun dubbio che sia così. Ma ormai lo sappiamo da 15-16 anni, dal 1994, ovvero da quando Berlusconi è sceso in politica. Ritengo che queste iniziative del governo non andranno a scalfire la fiducia elevata nell'esecutivo e nel presidente del Consiglio, proprio perché i temi che interessano agli italiani sono ben altri". Welcome to the real word.
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daw il 17/6/2008 alle 15:21 | |