Era ora. Dopo una settimana di polemiche, di accuse, di indignazioni quanto mai giuste, il nuovo Direttore Generale della Rai, Mauro Masi, ha chiesto a Santoro di attivare “fin dalla prossima puntata” i necessari e doverosi riequilibri informativi in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo giovedì scorso. Inoltre, ed è cosa sacrosanta, la Rai “in via cautelativa e fin da subito” non intende avvalersi delle prestazioni del vignettista Vauro Senesi. Masi spiega infatti che la vignetta sull’aumento delle cubature dei cimiteri è “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”. E ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi. Ovviamente le reazioni più o meno scandalizzate non hanno tardato a farsi sentire. Il sospeso Vauro, che magari vorrebbe pure far ridere con i suoi schizzi, dice che “la notizia si commenta da sola”, mentre il leaderino pro-tempore del Piddì, Dario Franceschini, si augura che Santoro non venga sottoposto a censura, pur ribadendo che a lui quella trasmissione non è che piaccia troppo. Non si tratta di libertà di espressione, bensì di limite della decenza. E stavolta il circo santoriano l’ha superato tutto. E chi sbaglia, non si sa se in buona o cattiva fede, deve pagare. Sempre.